Quando ho iniziato a lavorare con Riccardo Tammaro, per una mostra fotografica sugli antichi borghi di Milano, avevo un sogno: realizzare un libro con le mie fotografie e poco dopo è uscito “Antichi borghi della periferia milanese” nell’ormai lontano 2015. Mi sono accorto di quanto è bello fare conoscere Milano ai milanesi e infatti, da allora, faccio parte della Fondazione Milano Policroma di Riccardo Tammaro che ha questo scopo. Quindi attraverso mostre, conferenze e musiche, abbiamo portato in giro i borghi fino ad arrivare in centro città. Infatti un compagno di viaggio è sempre stato Angelo Mantovani presidente de “Il Clavicembalo Verde” che promuove la musica classica attraverso i giovani. Sia la “Fondazione Milano Policroma”, sia “Il Clavicembalo Verde hanno ricevuto la Civica Benemerenza del Comune di Milano.
Ho nel frattempo realizzato altri libri: “Abitare con gli altri a Milano”, “Costeggiando il Lambro” e “Un amore chiamato Ortica” (con Marinella Salmoiraghi). Il mio sogno è proseguito grazie anche alla passione di un’altra persona, Roberto Schena, giornalista che ha prima intervistato me e Riccardo Tammaro e poi, insieme anche ad altre persone fatto nascere l’associazione Antichi Borghi Milanesi. Di questo meraviglioso gruppo fanno parte alcuni autori già citati e Claudio Salsi (già direttore dei musei civici del castello Sforzesco), oltre a: Fernando Scala di Precotto, Gianni Bianchi di Cascina Linterno, Bruno Volpon di Figino, Michele Addavide e Danilo Bertoni di Vigentino, Paola Barsocchi di Lorenteggio e molte altre persone.
L’associazione Antichi Borghi Milanesi promuove convegni (alcune foto riportare mi ritraggono al Museo del Risorgimento e all’Auditorium Cerri presso la Biblioteca Lambrate) e iniziative culturali e informazioni attraverso la stampa locale. Curo personalmente la rubrica “Passeggiate Policrome” su “Dai nostri quartieri” periodico d’informazione da oltre 50 anni e premiato con la Virtù Civica “il Panettone d’oro”. Questo libro vuole valorizzare i borghi che nonostante l’autonomia perduta hanno mantenuto la loro identità che col tempo si è imparato ad apprezzare. Noi questi borghi li abbiamo sempre amati e continueremo ad amarli.

